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“Il paesaggio nella storia dell’arte. Dalla rappresentazione simbolica alla coscienza ecologica”

Martedì 17 marzo 2026, presso la Biblioteca statale di Macerata, si è tenuta la conferenza il “Paesaggio nella storia dell’arte. Dalla rappresentazione simbolica alla coscienza ecologica”, che ha visto come relatrice la Prof.ssa Anna Pallotto, docente di Storia dell’Arte presso il nostro Istituto.
L’evento si è svolto all’interno delle celebrazioni nazionali per la Giornata nazionale del paesaggio (14 Marzo), istituita con Decreto ministeriale 7 ottobre 2016 n° 457 ed avente l’obiettivo di promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e sensibilizzare i cittadini verso i temi ad essa legati.
Introdotta dal direttore della biblioteca statale, Prof. Massimiliano Stravato, la docente ha presentato l’evoluzione del concetto di paesaggio, dall’arte antica a quella contemporanea, attraverso un excursus arricchito da immagini e citazioni; numerose sono state le riflessioni di carattere filosofico che hanno accompagnato la presentazione.
La tematica del paesaggio è di estrema attualità perché riguarda non solo la relazione tra uomo e ambiente, ma anche la percezione visiva.
Come scriveva il filosofo francese Auguste Comte, “Il paesaggio è un’esperienza vissuta ed è in continua evoluzione. Esso non esiste senza spettatore perché la visione è mediata dall’uomo”. La storia del paesaggio nell’arte è il modo in cui l’uomo ha imparato a guardare la natura. Nell’arte antica il paesaggio è subordinato alla narrazione religiosa e funge da contestualizzazione; nell’arte medievale fino a Giotto è uno spazio simbolico, stilizzato ed atemporale che risponde ad una funzione didattica e spirituale; nell’arte rinascimentale diventa oggetto di osservazione scientifica e componente artistica attraverso la prospettiva; nel 1600 si afferma, con l’esperienza fiamminga, come un vero e proprio genere pittorico autonomo; nel 1700, grazie al collezionismo e alla nuova sensibilità estetica introdotta dal Grand Tour, è il soggetto più riprodotto e ricercato come souvenir; nella prima metà dell’800 incarna l’esperienza del sublime fino a diventare, con l’Impressionismo, qualcosa di mutevole che non esiste in sé poiché cambia in base alla luce ed alla percezione dell’artista.
Dagli inizi del XX secolo il paesaggio diventa indipendente dalla realtà visiva e viene interpretato attraverso una varia sperimentazione stilistica e concettuale, partendo dai Fauves per arrivare al Cubismo. Negli ultimi anni molti artisti si sono dedicati alla tematica del paesaggio per denunciare situazioni di degrado e sensibilizzare alla tutela ambientale attraverso opere immersive e interattive.
All’interno della sala che ha ospitato l’evento è stato allestito un interessante percorso fotografico: scatti degli anni Venti di Carlo Balelli raffiguranti i centri storici di Cingoli, Macerata, San Ginesio e Sarnano in dialogo con quelli più recenti di Massimo Zanconi dal titolo “Quattro giri d’orizzonte”.
È inoltre stata offerta ai visitatori l’opportunità di ammirare pregiate edizioni di volumi dedicati al tema del viaggio, come “Il viaggio dell’imperatore Qianlong nelle terre meridionali”; il capolavoro di Xu Yang alla corte della dinastia Qing (ristampa anastatica a cura del National Museum of China, 2020).
Il tempo dedicato all’incontro è trascorso molto piacevolmente e siamo riusciti a mantenere un’attenzione costante perché l’argomento è stato affrontato da vari punti di vista attraverso un percorso visivo essenziale e significativo. L’evento, oltre ad aver rappresentato un significativo momento di approfondimento della tematica trattata in relazione alle conoscenze apprese nel nostro percorso scolastico, ci ha offerto degli stimolanti spunti di riflessione: la natura non è mai uno sfondo, ma l’alter ego dei sentimenti e dei comportamenti umani.
Classe V F- Indirizzi Arti figurative plastico-pittorico/Design metalli