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L’eleganza del letto sfatto

a cura della prof.ssa Rossetti Veronica

La camera da letto, fin dall’inizio della quarantena, è stata la location privilegiata dagli studenti per le lezioni a distanza: il letto, ovviamente sfatto, ha ospitato le prime lezioni assonnate, quelle in pigiama in cui a fatica si accendeva la web-cam, ancora disorientati da questa distanza che paradossalmente portava noi “prof” nelle loro camerette. Il letto è stato, in quelle prime lezioni, il protagonista, al pari dello studente che, come in preda ad una metamorfosi, nel mio schermo si trasformava in una contemporanea figura mitologica: metà ragazzo, metà letto! In questa atmosfera, alla ricerca di spunti nel web per adattare la mia proposta didattica alla nuova dimensione, mi sono imbattuta in un geniale post di Emanuela Pulvirenti, dove le opere citate vedono il letto come protagonista, soggetto perfetto per un esercizio sul panneggio, ma anche testimone sincero di storie, sonni e sogni. 

Questo il commento di una studentessa al lavoro: “Sono arrivata fin qui. Su questo lavoro ci tenevo a dirle una cosa…il soggetto è molto complesso ma il clima in cui sto lavorando, in questo caso, mi piace molto; in camera sto con mia sorella e mentre disegno la ascolto studiare Leopardi per gli esami universitari: è bello sentirla parlare di cose così affascinanti con trasporto, e ogni tanto le chiedo come le sembra il mio lavoro… mi sta piacendo, davvero molto. Non so perché ci tenevo a dirglielo… buona giornata!