a cura del prof. Cetta Antonio
Insegnare una materia come Discipline Grafiche e Pittoriche non è, di per sé, una cosa agevole e semplice già in un’aula scolastica. Figuriamoci poi quando quell’aula, improvvisamente, cessa di esistere e al suo posto compare, dal nulla, un “aula virtuale”. Le cose si fanno più complicate. Molto più complicate. Eppure, nonostante tutto, nonostante la bassa qualità delle connessioni audio e delle immagini video, la totale assenza di segnale, la mancanza di un controllo a lavoro in corso o di una verifica iniziale, le cose ad un certo punto, come per magia, hanno cominciato a funzionare. Insomma ciò che già si prefigurava come un totale disastro, sia da un punto di vista umano che didattico, con il passare dei primi momenti di smarrimento ed incertezza si è trasformato in una sorta di grande “esperimento” sociale che, alla fine, in un modo o nell’altro, ha funzionato. I lavori che vedete in queste immagini sono il frutto di questo “esperimento”. Nella maggior parte dei casi sono composizioni figurate fatte con cose dal vero, nature morte con oggetti di uso quotidiano e cose che c’erano in casa in quel momento.
In altri casi il riferimento visivo erano statue classiche o riproduzioni di ambientazioni che mettessero in risalto gli aspetti più importanti dal punto di vista della pratica artistica come la ricerca della plasticità e della profondità degli oggetti, l’applicazione delle regole compositive nella raffigurazione dello spazio e degli oggetti, i movimenti delle ombre e delle luci, l’equilibrio e l’armonia delle proporzioni e molto altro ancora. Ritengo che il risultato, alla fine, considerata la situazione di estremo disagio vissuto ed il fatto di non poter controllare dal vivo lo sviluppo dei lavori perché in assenza, si possa ritenere più che soddisfacente. Mi auguro allo stesso tempo che tale situazione, nonostante alcuni aspetti positivi che la didattica a distanza potenzialmente ha, non debba verificarsi mai più, vuoi per le evidenti implicazioni negative legate della pandemia, vuoi perché ci priverebbe di una delle cose più importanti, imprescindibili e fondamentale della vita scolastica di tutti i giorni, e non solo di quella, il rapporto diretto con i nostri alunni. A tutti loro, che si sono comportati in maniera davvero encomiabile durante questo periodo buio, va il mio più profondo augurio di un veloce ritorno alla normalità e alla vita di tutti giorni. Anche di quella scolastica.





















