a cura del prof. Bozzi Marco
Attraverso la narrazione quotidiana degli spazi di condivisione abitativa, dopo una serie di video lezioni sulle tecniche di regia e sul discorso filmico delle inquadrature, i ragazzi della 4E audiovisivo e multimediale hanno affrontato il tema della Suspense e dell’attesa ispirandosi ai grandi maestri come Hitchcock, Welles, Kubrick. Partendo dalla sceneggiatura, attraverso il montaggio visuale dello storyboard in fase di pre-produzione, gli studenti hanno sviluppato tecniche e linguaggi della narrazione audiovisiva. Dall’uso del fuoricampo alla soggettiva, dalla luce al colore. Ambienti deserti, oggetti di vita quotidiana, frammenti di realtà, racconti immaginati, sognati e vissuti dentro le proprie mura domestiche aspettando l’epilogo dello stato di emergenza.
I ragazzi hanno realizzato come esercitazione un reportage fotografico all’interno dei propri spazi abitativi. L’obiettivo, a completamento di una unità didattica sull’utilizzo del colore come elemento filmico dell’inquadratura cinematografica, era di isolare visivamente uno o più colori rispetto al contesto visualizzato, cercando di non lasciarsi influenzare da altre tonalità. Creando così un filo conduttore cromatico nel racconto, per immagini, del proprio spazio casalingo.
A conclusione di una unità didattica su illuminotecnica e direzione della fotografia, gli studenti della 4E audiovisivo e multimediale, partendo da una propria trasposizione cinematografica di un racconto tratto da Delitti Esemplari di Max Aub, hanno realizzato dei cortometraggi utilizzando la personale interpretazione in merito alla luce e all’illuminazione della scena rappresentata.
Il fuoricampo è un elemento della narrazione filmica che coinvolge lo spettatore attivamente e passivamente tra il dentro e il fuori dell’inquadratura cinematografica. I ragazzi della 4E audiovisivo e multimediale hanno realizzato, come esercitazione a completamento della teoria, dei brevi cortometraggi utilizzando questa forma visiva e narrativa. Partendo dalla sceneggiatura, visualizzando successivamente le immagini attraverso lo storyboard, fino ad arrivare alla vera e propria realizzazione nelle fasi di lavorazione e montaggio.
L’inquadratura soggettiva coincide con il punto di vista del personaggio che si sceglie di raccontare, solitamente reso visibile dalla oggettiva se si sta vedendo una sequenza alternata. Spesso la soggettiva è utilizzata per trasmettere allo spettatore, attraverso un processo di immedesimazione, le emozioni che il personaggio sta provando in quel preciso istante. Lo spettatore vede infatti attraverso gli occhi dell’attore con la soggettiva e prova le stesse emozioni con l’oggettiva. Attraverso questa tecnica di regia i ragazzi hanno sviluppato un video esercizio cercando di veicolare le emozioni dei propri spettatori.