
In ricordo del prof. Mirko Galli
Vitalità, energia, acume, sensibilità, passione, umanità, simpatia… difficile raccontare il prof. Mirko Galli.
Ha insegnato al Liceo artistico “Cantalamessa” per alcuni anni e ha lasciato un segno profondo, in noi colleghi e soprattutto nei ragazzi, che l’hanno stimato, ascoltato ed amato. Fino alla fine.
Lo dimostrano le parole raccolte in questi giorni proprio in mezzo a loro, parole che in molti gli hanno voluto dedicare e che ci sembrano il miglior tributo che si possa fare ad un insegnante.
“Da lei abbiamo imparato l’arte dello studio, aveva la capacità di insegnarti la vita, la bellezza di non sentirti solo un numero ma un’anima.”
“Ho avuto a volte un brutto rapporto con i prof., ma lei è stato l’unico che sia riuscito a capirmi e a vedermi per quello che sono. È stato l’unico prof. umano, che ci trattava come esseri umani e non come voti.
Era solito farci fare la parafrasi delle nostre canzoni preferite. Ieri, leggendo la comunicazione, mi è venuta in mente la frase di una canzone: “La morte bussa al cuore buono perché servono angeli” e credo che sia proprio così.”
“In due anni di scuola lei ci ha mostrato quale persona meravigliosa fosse. È sempre stato attento a noi studenti, trattandoci con affetto e pazienza, insegnandoci non solo la letteratura e la storia ma anche come funziona la vita. La ricorderò per sempre come il professore migliore che abbiamo avuto.”
“Lei era una persona splendida che sapeva spezzare le ore pesanti con una battuta, come se l’aula fosse uno spazio umano e non solo un luogo di prestazioni. Arrivava in classe sempre sorridente, ci ascoltava quando avevamo problemi, alleggeriva quando vedeva che non ce la facevamo più. Lei non faceva solo il suo lavoro. Lei ci metteva l’anima. Lei è stato uno di quei professori che cambiano davvero le persone.”
“In un periodo critico del mio rapporto con me stesso e con mio padre, lei è stato la mia salvezza e la mia ispirazione.”
“Lei insegnava cose vere e profonde, come il rispetto, l’amore e soprattutto la voglia di vivere.”
“L’unico professore che abbia mai rimpianto di dover abbandonare, una persona luminosa e di un’energia pura. Un professore, un padre ed un grande uomo.”
“Lei vive , e vivrà per sempre, tra le pareti di scuola, nei nostri cuori ma anche nella nostra voce.”
“La ringrazio per averci insegnato, per averci raccontato della sua vita, per essere stato così gentile e così giusto allo stesso tempo. Quando guarderò il cielo la ricorderò.”
“Lei ha influenzato la maggior parte della convinzione che ho adesso, anche se per capire tutto quello che diceva probabilmente ci metterò quarant’anni!”
“Non finirò mai di ringraziarla, perché lei non è stato solo un professore, ma un maestro di vita. Se oggi amo l’italiano e la cultura è solo grazie a lei. Ricorderò per sempre le sue ore di lezione passate a parlare e a scherzare con una leggerezza che non avevo mai provato prima.
Vivrà per sempre, e non solo nei nostri cuori, ma dappertutto. Spero che lassù abbia avuto l’opportunità di far sentire una sua canzone a Dante, e che magari abbia anche il suo orticello.
Mancherà per sempre a tutti noi.”
Noi docenti non aggiungiamo nulla, perché non troveremmo parole più belle di quelle scritte dagli studenti. Condividiamo il loro sentimento: mancherà per sempre a tutti noi.


















